Esame di abilitazione per nozze in America – Syllabus

La verità è che mi aveva dato l’ultimatum: “o sei qua per l’anniversario, o ciao”. Ho fatto giusto in tempo ad arrivare. Ed eccoci, 365 giorni dopo!

scarpe

A far da contorno il battito pulsante dei grilli, un terrazzo sul lago, alberi che arrossiscono appena, quasi per la vergogna di un’estate che non vogliono veder finire e un autunno che non si decidono a indossare: mentre in Italia si mettono via i sandali e si raccolgono le castagne, qui si fa il bagno in piscina, si cena con melanzane e avocado e le zucche intagliate cominciano a preparare Halloween, spartiacque per il vero ingresso nella stagione del buio.
E’ una di quelle sere perfette per “Ruth e Idgie” sul patio: dopo una passeggiata al giardino botanico con arie jazz dal localino centrale, ci concediamo una cena in città all’aperto con acqua frizzante della California servita come fosse vino. Champagne e fragole messe in fresco a casa, solo per noi.

Serviva una notte così, per ripensare all’anno passato: a quando chiudevo il mio abito di seta preziosa stile Jacqueline, le mie meravigliose scarpe ispirate a Marylin, gli anelli e il cuore nel bagaglio a mano e partivo per andare a sposarmi al cospetto dell’Oceano. Quello mai visto prima. Quello più grande: immenso, attraente, fragoroso.

Mi allacciavo la cintura e sprofondavo nel sedile, “The Passenger” nelle cuffie, lasciando alle spalle tanta fatica, tanti ostacoli (più che altro psicologici) e tanti intoppi: non ultimo, la linea ADSL saltata a dieci giorni dalla partenza per un fulmine.

Quasi un monito perché stavo osando troppo? Forse sì, perché tutte le spose vi diranno che dopo le proprie nozze potrebbero fare le wedding planner, ma per organizzare un matrimonio a diecimila km di distanza in un posto che non si è mai visto prima vi assicuro che si deve osare qualcosa di più. E’ come una prova abilitante alla professione di wedding planner!

Ci vuole coraggio, certo, un po’ d’amore per le imprese rocambolesche, ostinazione, fantasia e una serie di prerequisiti.

Prerequisites

Rilassatevi. Quando vi sposate il mondo è ai vostri piedi. Primo perché siete felici, secondo perché siete determinate, terzo perché spendete. E questo piace in tutto il globo!

Innanzitutto, dovete avere più di 30 anni: perché è solo con l’età forte che si sa quel che piace e quel che non piace e poi perché, a meno che non abbiate sponsor in famiglia, dovete aver prima lavorato e risparmiato per investire in quel che desiderate.

menuE’ poi fondamentale aver coltivato negli anni affetti e amici che sono anche alleati, che saranno entusiasti di contribuire alla riuscita della vostra giornata, anche se non potranno venire a vedervi. Per esempio, bisogna aver raggiunto molte cime per ricordarsi di avere amici scalatori che hanno un figlio in California che vi snocciolerà una lista di ristoranti che Tripadvisor in confronto è un Bignami (qui il link al Cotogna, la nostra scelta). Ecco, questi legami dovete cominciare a stringerli molto prima delle nozze: facendo una stima, più o meno da quando esistete.

Capacità organizzativa. Se non ne avete non tentate l’impresa da sole.
Il grosso deve essere sbrigato entro un mese dalle nozze (pubblicazioni, burocrazia verso le autorità in Italia e all’estero, prenotazioni di aerei, alberghi, ristorante, parrucchiere, fiorista).

bouquet
Bouquet di Svenja

Ma organizzazione non è solo pianificazione cronologica: è prima di tutto capacità di gestire le risorse. Vi servono “immaginazione, colpo d’occhio, fantasia e velocità di esecuzione”. Se dal ristorante vi dicono che dei fiori sui tavoli si occuperà Svenja, chiedete subito se Svenja può prepararvi anche il bouquet, la bouttoniere, le rose per l’acconciatura e la composizione per il Consolato. Scoprirete così che Svenja negli stessi giorni è impegnata ad addobbare la Convention di Hillary Clinton in California: le vere First Lady condividono le garden roses più profumate del pianeta!

Infine, chiaro, bisogna conoscere l’inglese.

Ecco poi cosa dovete procurarvi, a cosa dovete resistere, cosa non dovete temere, su chi potete contare.

To-do and Must-have

annuncio1) Come in tutti i matrimoni, vi servono una consulente per le scarpe, una per l’abito, una designer per l’annuncio. Ma se ci si va a sposare in America, si deve anche osare: si può essere colorati (anche e soprattutto nel vestito!), si può fare un annuncio stile cartoon, ci si può concedere estro e leggerezza, ma sempre con eleganza. Quindi, anche le consulenti devono avere fantasia. Non devono solo dirvi come hanno fatto o farebbero loro: devono immaginare con voi qualcosa di nuovo e di diverso!

2) Non fatevi rattristare da chi vi dirà che sposarsi di venerdì porta sfortuna: solo in Italia è così. Venerdì è il giorno di Venere, la dea dell’amore: il nord Europa si sposa per lo più di venerdì. E infatti parliamo di un matrimonio internazionale: trovatelo voi un Consolato aperto il sabato!

bomboniere

3) Una persona preparata, affidabile ed esperta nello Stato da raggiungere che può:
– fare da consulente allo sposo per il suo abito,
– dirvi cosa non si trova nel luogo di destinazione, perché quella cosa come la fanno in Italia non la fanno da nessun’altra parte al mondo: tipo i confetti, o le fedi,
– dirvi cosa merita essere preso all’arrivo: non c’è Paese che vada matto per le feste come gli USA! In dieci minuti in uno store dedicato ai party ho comprato tutto quel che serve per una bomboniera.

4) Una testimone che abbia già un titolo, ad esempio di “sister”, che possiate invocare perché sia reperibile giorno e notte in qualsiasi situazione. Che abbia guizzi di genio, ad esempio chiedere la lista dei ristoranti agli amici delle scalate. E sia dotata di tutto il necessario kit anti-stress, ad esempio due golden retriever, un compagno esperto di vino con una buona scorta di bottiglia per i momenti di sconforto, spirito zingaro, camera per i weekend in cui avete bisogno di pace.

5) Damigelle che facciano i gridolini al momento in cui comunicate la destinazione. Non è America se non ci sono gridolini!

6) La città e la stagione giuste. La città: Sani-love-sf Francisco, baia di tolleranza, multiculturale e gioiosa. La stagione: l’“Indian summer”, niente nebbia, niente vento, 24 gradi, sole. Bouganville in fiore sulla via per la Coit Tower.
Lo sposo viaggiatore si dedicherà al sopralluogo, almeno un mese prima: all’hotel, al ristorante, al Consolato, al salone della parrucchiera, in lavanderia per gli abiti che si saranno stropicciati nel bagaglio a mano. Bisogna prendere le misure delle distanze e dei tempi, mentre voi pilotate dall’Italia. Il giorno del sopralluogo ci sarà la nebbia: ma non temete, voi avete pensato alla data perfetta.

marylinmake-up7) Rosa e Lisa, le due parrucchiere all’ombra del Golden Gate, trovate su Yelp. Una calabrese, l’altra siciliana. Lo stile di Rosa è uscito da un film: americano classico, senza tempo. Nel salone c’è un poster di Marylin alla parete: sembra fatto per me, appena diventata bionda, in tempo per la California! Anche la prova trucco che mi fanno da Macy’s, a Union Square, non ha età. Rosa mi ci ha spedito dopo aver confabulato con Lisa la vigilia delle nozze: “vai dalle ragazze di Lancôme. Sono brave, you know. Fatti dare le istruzioni, prendi quel che manca e domani ti trucco io”.

8) Una lavanderia per stirare i vostri abiti stropicciati in valigia. Mai abbastanza diffidente, chiedo se hanno esperienza a trattare capi in seta mentre appoggio l’abito sul bancone. Cioè: a un cinese. Se ha esperienza con la seta. E’ l’ansia, non ho altre giustificazioni di fronte al ridicolo a cui mi sono ridotta, sfinita e con il fuso orario che grida vendetta.

9) La Limousine. In Italia è roba fuori misura. Ma qui è normale: non è troppo, non è esagerato. E’ elegante e per una volta nella vita è consentito. Si fa in fretta a prenotare: come chiamare un taxi. Così come si fa in fretta ad abituarsi a tanto spazio! E dopo la cerimonia, invece del servizio fotografico, un tour cittadino: a volte bisogna cambiare prospettiva!

10) Infine, il vostro uomo: dovete sposare qualcuno che non abbia timore di luoghi che non conosce. Qualcuno da raggiungere, che meriti 10mila km di aereo. Che vi venga a prendere con i fiori all’aeroporto. Che prenoti per voi e le vostre damigelle la Limousine, mentre lui prende l’autobus per andare al Consolato.
Che abbia accumulato così tanti bonus per le notti delle trasferte negli angoli produttivi del mondo da poter regalare a entrambi un’intera luna di miele negli Hotel più belli della West Coast. Tipo l’Andaz West Hollywood delle scorribande dei Doors e dei Led Zeppelin, o il Bellagio degli Ocean’s.
E non dite che è fortuna, che è “culo”: solo noi due, e noi due soli, sappiamo che questo ha ripagato di poco le tante notti passate a pensarci in letti vuoti, a fare i conti con il fuso orario, a segnare una “x” sul calendario un altro giorno passato prima di rivederci.

Se avete tutto questo, supererete brillanetemente la prova e dopo un anno, mettendo in conto altrettanta fatica per riunirvi, sorriderete davanti a una coppa di champagne e di fragole per celebrare la vostra piccola, perfetta, indimenticabile follia. E vi sveglierete in America: perché, in fin dei conti, l’America è una predisposizione della mente.


4 risposte a "Esame di abilitazione per nozze in America – Syllabus"

  1. Io non avevo previsto la primavera Wisconsiniana: il piano era di sposarci sul molo di Kenosha, vicino al mio amato faro rosso. Avevo anche l’amico con la convertible rossa, pronto a fare da chaffeur. Ad ostacolarci è stata una pioggia torrenziale di metà aprile. Così abbiamo fatto a casa nostra, davanti al camino, con accanto i nostri figli e un po’ di amici. Ah, e via skype i miei suoceri!

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